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Prendersi cura delle persone significa anche prendersi cura delle organizzazioni e delle comunità in cui vivono. È il filo che attraversa il percorso di Gerarda Urcioli, consulente aziendale, counsellor e coach professionista, che da oltre venticinque anni lavora tra formazione, benessere organizzativo e sviluppo del potenziale umano.

Nel corso della sua esperienza ha accompagnato aziende, enti e gruppi di lavoro nella gestione del disagio lavorativo, nella prevenzione del burnout e nella costruzione di contesti più inclusivi e collaborativi, affiancando all’attività professionale un forte impegno nel volontariato.

In questa intervista ci racconta cosa l’ha portata a scegliere questa strada, quali sfide vede oggi nel suo territorio e perché crede che l’innovazione sociale debba partire dalla cultura, dalle relazioni e dalla valorizzazione delle persone.

Ciao Gerarda, ci racconti in breve chi sei, di cosa ti occupi, del tuo lavoro e dei tuoi progetti?

Sono una consulente aziendale senior, counsellor e coach professionista, con oltre 25 anni di esperienza, dedicata all’evoluzione del potenziale umano e alla promozione del benessere psicosociale ed economico all’interno delle organizzazioni e delle comunità. Ho una solida esperienza nella progettazione, direzione e gestione di piani formativi complessi, anche attraverso finanziamenti pubblici e fondi interprofessionali. Un pilastro centrale del mio lavoro è stato lo sviluppo e la conduzione di centri e sportelli di ascolto per il disagio psicofisico nei luoghi di lavoro, sia in ambito pubblico che privato, con un focus sulle dinamiche di mobbing, il distress correlato al lavoro, la prevenzione del burnout e delle molestie sessuali. In parallelo, facilito gruppi di potenziamento risorse e laboratori di autodifesa verbale, spesso creati con protocolli e metodologie non formali, come la danza dei 5 ritmi, l’estatic dance, il teatro della gestalt, la minduflness di John Kabat Zin, etc Il mio approccio unisce la consulenza strategica aziendale a un profondo impegno sociale, volto a rigenerare le relazioni, valorizzare l’individuo e favorire l’inclusione anche in contesti di forte marginalità. La mia professionalità trova il suo compimento più profondo nella restituzione sociale; dedico attivamente tempo e competenze a progetti di volontariato rivolti alle fasce più vulnerabili della popolazione, con la Comunità di Sant’Egidio a Trieste.

Come mai hai deciso di intraprendere questo percorso? Che cosa ti motiva e ti interessa veramente?

Sono una Persona versatile e curiosa, appassionata di animali, e della Vita in generale, in tutte le sue forme e la sua bellezza. Ho una socialità molto sviluppata che nel lavoro si concretizza nella capacità di creare reti umane e professionali, mettere insieme le differenze per creare contesti di ampio respiro e gruppi di lavoro: questa la motivazione principale! Inoltre, desidero mettere a disposizione un’esperienza consolidata che unisce il mio percorso personale alla pratica professionale, nella formazione, nel coaching e nel counselling. Offro una ricca “cassetta degli attrezzi” colma di progetti e strumenti mirati per ogni esigenza di questo settore, con una forte specializzazione nel contrasto e nella gestione del disagio psicofisico all’interno dei contesti lavorativi.

Quali sono le criticità più importanti nel tuo territorio?

La ricchezza proveniente dal turismo mordi e fuggi a discapito dell’attenzione verso il territorio: Trieste è scivolata dal 1 all’86esimo posto in Italia per qualità della Vita. La regione FVG è un po’ isolata rispetto al resto d’Italia

Nel tuo territorio cosa dovrebbe portare l’innovazione sociale per generare un vero cambiamento?

Cultura

Quale contributo ti piacerebbe portare all’interno del gruppo Solar?

Temi legati al disagio lavorativo, anche in un’ottica di genere. Gruppi di potenziamento risorse, percorsi di autodifesa verbale… Gli effetti del disagio lavorativo nel sistema coniugale e familiare Coaching in pillole per supportare i direttori HR nella gestione sana del Personale, con un focus sull’employeeship come chiave strategica e motivazionale

Cosa vedi nel futuro dell’innovazione sociale?

Una speranza

Che consigli daresti a una persona che vuole intraprendere una strada simile alla tua?

Metto a disposizione la mia esperienza come Mentor per chi volesse iniziare questo mestiere.

Gerarda fa parte del gruppo Solar, il gruppo di attivistɜ che si riunisce online ogni mercoledì per decidere le iniziative e la linea editoriale della nostra community.

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