Costruire ponti tra strategia e sensibilità: la visione rigenerativa di Alessandra Ribello.
Innovazione sociale solar
Cosa succede quando la precisione del digital marketing incontra la profondità dell’introspezione? Per Alessandra Ribello, professionista della comunicazione con base a Barcellona e un solido background in contesti tech e travel internazionali, la risposta risiede nella capacità di creare “ponti”. Non solo tra dati e creatività, ma tra territori e benessere umano.
In questa intervista, Alessandra ci racconta la sua evoluzione: da esperta di strategie digitali a promotrice di un’innovazione sociale che rimette al centro la persona e le sue relazioni. Attraverso il suo progetto di psicoterapia in viaggio, Alessandra sfida i canoni del turismo tradizionale per esplorare nuovi spazi di trasformazione personale in contesti non convenzionali.
Dalla gestione critica dell’overtourism a Barcellona alla ricerca di modelli di business capaci di generare impatto reale, scopriamo come la sensibilità e la strategia possano convivere per disegnare un futuro in cui l’innovazione non è solo scalabilità, ma autentica connessione umana.
Ciao Alessandra, ci racconti in breve chi sei, di cosa ti occupi, del tuo lavoro e dei tuoi progetti?
Mi occupo di digital marketing, comunicazione e crescita di progetti, con un background in aziende internazionali e in contesti dinamici legati al mondo tech, travel e media. Negli anni ho lavorato soprattutto su strategia digitale, content, branding, performance e sviluppo di iniziative capaci di unire visione creativa e obiettivi concreti. Oggi sto anche sviluppando progetti più personali e valoriali, che mettono al centro connessione, benessere e comunità. Tra questi c’è un progetto a cui tengo molto, legato alla psicoterapia in viaggio: un’idea che nasce dall’incontro tra esplorazione interiore ed esperienza del viaggio, con l’obiettivo di creare spazi di crescita, confronto e trasformazione in contesti non convenzionali. Mi interessa costruire progetti che abbiano un impatto reale sulle persone, che uniscano sensibilità umana, strategia e immaginazione, e che possano generare nuove forme di relazione, lavoro e benessere.
Come mai hai deciso di intraprendere questo percorso? Che cosa ti motiva e ti interessa veramente?
Quello che mi interessa davvero è creare ponti tra mondi diversi — tra strategia e sensibilità, tra esperienza e introspezione, tra innovazione e umanità — e contribuire a progetti che abbiano un significato vero, oltre che un impatto concreto.
Quali sono le criticità più importanti nel tuo territorio?
Io vivo all’estero, a Barcellona, una delle criticità che percepisco come più urgenti in questo territorio è il fenomeno dell’overtourism e tutto ciò che ne deriva. Il turismo massivo ha sicuramente portato ricchezza e visibilità internazionale alla città, ma allo stesso tempo, sta trasformando profondamente il tessuto urbano, sociale ed umano di molti quartieri.
Quale contributo ti piacerebbe portare all’interno del gruppo?
Penso di poter portare una forte attenzione ai temi della connessione, del benessere, delle relazioni e dei nuovi modi di creare comunità (a prescindere dal mio background in marketing).
Sono una persona curiosa, aperta al confronto e molto interessata ai processi di trasformazione personale e collettiva. Mi piace creare ponti tra mondi diversi, far dialogare idee, persone e sensibilità differenti, e contribuire a costruire spazi in cui ci si possa sentire accolti, stimolati e ispirati.
Cosa vedi nel futuro dell’innovazione sociale?
Mi interessa molto l’idea di un’innovazione che metta al centro la persona, le relazioni e i territori, e non solo la performance o la scalabilità.
Credo che il vero cambiamento nascerà da progetti capaci di connettere visione e concretezza, creatività e ascolto, e di generare impatto reale nella vita quotidiana. Anche il progetto che sto sviluppando sulla psicoterapia in viaggio nasce da questa visione: creare esperienze e spazi non convenzionali in cui benessere, crescita personale e relazione possano incontrarsi in modo più autentico. Per questo immagino il futuro dell’innovazione sociale come un terreno sempre più aperto a contaminazioni tra mondi diversi, dove umanità e innovazione possano finalmente procedere insieme.
Che consigli daresti a una persona che vuole intraprendere una strada simile alla tua?
Direi di partire da ciò che senti di davvero significativo, anche se all’inizio non è tutto chiaro.
Nel mio caso è stato importante unire competenze professionali e sensibilità personale, senza pensare di dover scegliere per forza tra mondi diversi. Consiglierei anche di avere pazienza, iniziare in piccolo e cercare confronto con persone affini: spesso i percorsi più autentici si costruiscono proprio così, passo dopo passo.
Alessandra fa parte del gruppo Solar, il gruppo di attivistɜ che si riunisce online ogni mercoledì per decidere le iniziative e la linea editoriale della nostra community.
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