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Cosa succede quando la vocazione di un educatore incontra l’instancabile desiderio di scoprire il mondo? La risposta sta nel percorso di Eugenio Grassi, professionista forlivese che ha deciso di trasformare il viaggio in uno strumento di cambiamento sociale.

In questa intervista per la serie dedicata ai protagonisti dell’innovazione sociale, Eugenio ci racconta il suo progetto: connettere chi desidera intraprendere “viaggi utili” con realtà di volontariato sparse per il globo, creando legami che vanno oltre il semplice turismo. Dalle criticità del suo territorio a Forlì — segnato dalle sfide ambientali e dalla sicurezza urbana — fino alla missione di promuovere un’accoglienza realmente inclusiva che non dimentichi la disabilità, Eugenio ci offre una prospettiva preziosa: l’innovazione sociale non è solo tecnologia, ma la capacità profonda di comprendere l’altro e di agire senza pretendere nulla in cambio.

Ciao Eugenio, ci racconti in breve chi sei, di cosa ti occupi, del tuo lavoro e dei tuoi progetti?

Sono educatore, mi piace viaggiare e sto portando avanti progetti di collaborazione con realtà di volontariato in giro per il mondo. Faccio da tramite per far conoscere queste realtà a chi, come me, ha la passione per i viaggi “utili”: quei viaggi che possono aiutare le popolazioni in difficoltà.

Come mai hai deciso di intraprendere questo percorso? Che cosa ti motiva e ti interessa veramente?

Ho deciso di iniziare questo percorso per creare legami con persone che hanno i miei stessi interessi. Questa è la mia motivazione principale.

Quali sono le criticità più importanti nel tuo territorio?

Nella mia città (Forlì) abbiamo problemi di alluvioni e problemi di sicurezza, soprattutto nei quartieri limitrofi al centro.

Nel tuo territorio cosa dovrebbe portare l’innovazione sociale per generare un vero cambiamento?

Comprendere quanto sia importante la natura e investire in modo più appropriato le risorse a disposizione.

Quale contributo ti piacerebbe portare all’interno del gruppo?

Mi piacerebbe portare nel gruppo una maggiore sensibilità umana e professionale, affinché la cura delle persone e l’inclusione delle diversità diventino il metro di misura di ogni nostra iniziativa, con un’attenzione particolare al coinvolgimento attivo delle persone con disabilità.

Cosa vedi nel futuro dell’innovazione sociale?

Una possibilità per comprendere l’altro.

Che consigli daresti a una persona che vuole intraprendere una strada simile alla tua?

Il mio consiglio è di agire con gratuità, senza pretendere nulla in cambio. Bisogna avere l’umiltà di accettare che non possiamo risolvere tutto da soli, ma allo stesso tempo la forza di portare avanti le proprie idee, restando sempre aperti all’ascolto e al confronto con gli altri.

Eugenio fa parte del gruppo Solar, il gruppo di attivistɜ che si riunisce online ogni mercoledì per decidere le iniziative e la linea editoriale della nostra community.

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