Oltre la vista, verso il talento: Laura Seroni e la pedagogia del movimento inclusivo
Innovazione sociale solar
C’è un modo di esplorare il mondo che non passa dagli occhi, ma dai sensi, dal ritmo dei pedali e dal coraggio di sognare. Laura Seroni, guida cicloturistica e istruttrice specializzata di Lucca, ha trasformato questa visione in una missione di vita. Con oltre 15 anni di esperienza sul campo, Laura non si limita ad accompagnare: connette persone, territori e desideri attraverso la sua “pedagogia del talento”.
Dalle aule delle scuole ai viaggi itineranti in tandem e in camper, il suo approccio rompe i vecchi schemi dell’assistenzialismo per rimettere al centro la persona e le sue potenzialità. Con il progetto sperimentale “In-Camper: live in touch!”, Laura sta tracciando una nuova rotta per l’innovazione sociale in Toscana, dimostrando che la fragilità non è un limite da gestire, ma una risorsa capace di generare valore, insegnamento e bellezza per l’intera comunità.
In questa intervista, ci racconta come la strada e la rete siano le chiavi per un turismo davvero rigenerativo e per una società che non lasci indietro i sogni di nessuno.
Ciao Laura, ci racconti in breve chi sei, di cosa ti occupi, del tuo lavoro e dei tuoi progetti?
Sono guida cicloturistica e istruttrice specializzata nell’assistenza di persone con disabilità visiva. Da oltre 15 anni porto avanti progetti di sensibilizzazione e inclusione nelle scuole, in camper e in tandem.
Credo nella “pedagogia del talento” partendo da quelli che sono i desideri e i sogni dei ragazzi coinvolti nei vari laboratori che organizzo per cercare di realizzarli con loro. Ho scritto un progetto di nome “In-Camper: live in touch!” che per adesso porto avanti in modo sperimentale organizzando weekend in camper sensoriali e laboratori di cucina, podcast e autonomie personali per vari ragazzi con varie disabilità.
Come mai hai deciso di intraprendere questo percorso? Che cosa ti motiva e ti interessa veramente?
Avevo già iniziato questo percorso qualche anno fa ma non avevo ancora molta esperienza sul campo progettuale e imprenditoriale. Mi sono impaurita di un mondo che pensavo non fossi in grado di gestire. Adesso con qualche prova in più sulle spalle ho piacere di riprovarci soprattutto perchè credo fortemente nel fare rete e comunità!
Quali sono le criticità più importanti nel tuo territorio?
La Regione Toscana è un territorio molto stimolante e magnifico su molti punti. Tuttavia fa ancora un po’ fatica a offrire delle reali esperienze alle persone con varie fragilità (anziani, povertà educativa, persone con disabilità…).
Molti progetti sono bellissimi sulla carta ma si lavora ancora poco sulla qualità e l’attenzione delle reali esigenze e desideri delle persone.
Nel tuo territorio cosa dovrebbe portare l’innovazione sociale per generare un vero cambiamento?
Bisognerebbe dare più valore a quelle figure professionali che lavorano sul campo e a fianco delle persone con varie fragilità. Creare una rete tra professionisti dove scambiarsi idee e offrire il proprio lavoro. Offrire dei “bonus economici” alle idee sociali che realmente offrono un servizio alla persona con risultati effettivi.
Quale contributo ti piacerebbe portare all’interno del gruppo?
Testimonianze di attività outdoor con effettivi risultati sul miglioramento della qualità di vita di vari ragazzi con varie fragilità. Da sempre cerco di rompere il paradigma socio-educativo dove si mette la persona fragile come quella da aiutare.
Per me è importante riuscire a far capire al territorio e alla società che una persona con disabilità ad esempio può insegnare e offrire servizi e aiuto.
Cosa vedi nel futuro dell’innovazione sociale?
Vedo collaborazione e attenzione alle reali esigenze di tutte le persone coinvolte. Formazione continua anche con modelli europei o extraeuropei.
Che consigli daresti a una persona che vuole intraprendere una strada simile alla tua?
Viaggiare nel proprio territorio e, se si ha la possibilità, anche fuori. Fare corsi di formazione, confrontarsi con persone anche fuori dalla propria professione. Non smettere mai di essere curiosi, domandare, non aver paura di “errare”. Trovarsi da soli e ricominciare, provare ad andare oltre gli schemi.
Laura fa parte del gruppo Solar, il gruppo di attivistɜ che si riunisce online ogni mercoledì per decidere le iniziative e la linea editoriale della nostra community.
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