Altre Rotte e In-Camper: Live In-Touch. Due Creators di Esperienze Trasformative si raccontano

Altre Rotte e In-Camper:Live In-Touch.
Due Creators di Esperienze Trasformative si raccontano

Altre Rotte e In-Camper: Live In-Touch, due creators che hanno partecipato al Pilot Program, si sono intervistati durante uno degli appuntamenti del Pilots in Talk. Laura, Federico e Stefano si sono incontrati in diretta nella Community FB di Apical per confrontarsi e parlare dei loro progetti.

Vuoi sapere quali sono le domande, le perplessità e le soluzioni adottate da Creators che come te offrono Esperienze Trasformative?

Scoprile seguendo l’intervista doppia!

Laura: Com’è iniziato il vostro progetto?
 
Federico: Ci siamo conosciuti durante il corso per diventare guide ambientali nel 2019. Dopodiché abbiamo passato insieme il periodo della pandemia. Abbiamo avuto modo di conoscersi e fare esperienze insieme. Dal punto di vista escursionistico abbiamo scoperto di avere molte idee in comune. In seguito, abbiamo voluto iniziare un percorso insieme ed è nata l’idea delle escursioni durante il weekend. Fin da subito abbiamo condiviso la passione per la montagna, seppur con approcci differenti. C’è stato anche un incrocio di fattori esterni, infatti io svolgevo un’altra attività, nel campo dell’architettura. Poi ha influito anche il Covid e mi sono ritrovato a dovermi un po’ reinventare. Abbiamo quindi colto la palla al balzo e abbiamo pensato che valesse la pena provarci. Dalla primavera del 2022 abbiamo iniziato a buttar giù le prime idee e da lì è nato il primo contatto con Apical. Ci siamo ritrovati qui.

 

Laura: Anche io ho preso parte al corso. In Apical si è sempre parlato di innovazione e di creazione di esperienze. Visto che state facendo un percorso che, bene o male, ritroviamo spesso nel territorio (per esempio, le Alpi Apuane sono invase da tante associazioni, tanti tour e tante guide escursioniste), in cosa secondo voi potreste dare qualcosa di più rispetto ad altri e come potreste pubblicizzare le vostre escursioni?

Federico: Domanda difficile! È una delle prime domande che ci siamo posti anche noi: cosa ci differenzia da i tanti competitors che lavorano nel settore? È una domanda lecita. In termini pratici si tratta sempre di escursionismo e pratiche legate al camminare. Quello che condividiamo come tipologia di pensiero è che abbiamo ripreso il concetto di ecologia. Il discorso è quello del rewilding, ovvero tornare un po’ “al selvatico”. Il rewilding è una pratica ecologica con la quale si ripristinano gli ecosistemi attraverso la riproduzione degli animali e si lascia tutto al corso alla natura. Quindi l’uomo torna ad essere un po’ animale e si distacca dalla visione antropocentrica. Noi volevamo collegare la frequentazione degli ambienti naturali a questo concetto. Ci siamo sviluppati principalmente in un contesto naturale e per noi era fondamentale porre un’accezione particolare rispetto a questo contatto diretto con l’ambiente naturale, abbandonando i comfort e l’ordinarietà di una vita di città. Lo scopo è  ritrovare un contatto diretto attraverso viaggi di più giorni e itinerari fuori da i circuiti più classici che permettono agli utenti di vivere un’esperienza diretta, a contatto con la natura e nell’ambito del pernottamento e del bivacco. Per noi è importante lavorare sul concetto di essenzialità. La relazione all’interno e fuori dal gruppo è un altro fattore importante. Fare piccoli gruppi per noi è un aspetto fondamentale, al pari dell’essenzialità e dell’allontanamento dal comfort. I piccoli gruppi permettono di avere un rapporto intimo ed esclusivo sia tra gli utenti e la guida, sia con lambiente esterno. Sono diversi i fattori su cui stiamo lavorando per proporre qualcosa di differente. Non siamo arrivati ad una conclusione ma un po’ alla volta stiamo affinando il progetto.

 

Laura: Il mio progetto è ancora in fase molto sperimentale. Questo progetto è un connubio fra è il mio lavoro personale e la mia passione. Nasco in una famiglia di camperisti e io stessa sono una camperista. Ho messo poi il mio lavoro: sono istruttrice per persone con disabilità visiva. Per me si tratta di rieducare e ritornare a quei sensi che tante volte vengono lasciati in disparte come il tatto, l’olfatto, il gusto, l’udito. Questo perché ci concentriamo molto sul contatto, la visione, l’estetica. Con le persone non vedenti lavoro sulla parte educativa, ma anche su quella più sportiva ed estetica.  Poi ho fatto due calcoli: molte persone con disabilità fanno un percorso di un certo tipo fino ai 18/19 anni (con sostegno, assistenti, operatori, ecc), ma una volta arrivate a quell’età, boh. Mi ritrovo ragazzi che a quell’età non hanno mai fatto un’esperienza di viaggio, che tante volte viene dato per scontato. Spesso manca un’esperienza di pura apertura al mondo. 
In seguito ho conosciuto Giulia, una ragazza non vedente con una grandissima passione per i viaggi, con cui mi sono confrontata tantissimo e a cui ho chiesto consiglio per tante idee. Ogni anno Giulia va ad una manifestazione sportiva in Toscana sulla costa degli Etruschi.  Siamo andate insieme con il camper, un ambiente dove tutto nasce, non formale. Lei, non vedente dalla nascita, non poteva sapere come fosse l’interno del camper ma quando si è seduta ha detto “oh, finalmente mi sento a casa“. Questa è stata un po’ la chiave che ha fatto partire in me l’idea del progetto, ovvero creare dei viaggi accessibili con un camper. Per adesso mi muovo in Toscana. In che modo? Io guido il camper e lei “guida” le persone che vengono con noi nel viaggio. Facciamo viaggi multisensoriali e ci concentriamo nel senso del tatto, rieducando e stimolando i viaggiatori. Il camper non ospita tante persone e, come voi, sono dell’idea che il piccolo gruppo crei molta piu energia: un piccolo ambiente, quasi uterino, ci porta dopo un po’ ad aprirsi, sia in positivo che in negativo. Ci siamo resi conto che dopo la pandemia molte persone hanno riscoperto il viaggio. Hanno riscoperto anche il proprio bioritmo, ci siamo “fermati” per riscoprire i nostri tempi. Le attività che pensavo di fare sono legate principalmente alla dimensione naturalistica, andando a ricercare ambienti e parchi accessibili. Ambienti, quindi, alla portata di tutti. Il mio obiettivo è quello di cambiare il paradigma educativo che è ancora oggi ancorato nella società. Spesso e volentieri la persona con disabilità è vista come una persona da assistere e non un futuro cliente o uno stesso formatore. Avvicinarsi ad un formatore o un istruttore non vedente porta ad ampliare il proprio ventaglio di conoscenze, perchè offre l’opportunità di vivere alla nesima potenza un’esperienza.
 
Io sono all’interno di Apical perchè, essendo partita da zero, non conoscevo le basi.  Prima di fare il Pilot Program ho parlato con Nicola per cercare di capire se io fossi adatta per il percorso di accelerazione. Sono stata accolta con enorme disponibilità da parte di tutti coloro che lavorano in Apical. La cosa che più mi piace è l’idea di far parte di una comunità. Per me vuol dire che, per esempio, mi posso appoggiare ad altri per lavorare e collaborare, cercando di rendere fruibile l’esperienza.

Voi state analizzando i pro e i contro e i vostri competitor?

 

Federico: Certo, rientra nel percorso e ci guardiamo intorno cercando di fare qualcosa di differente.

Laura: Avete avuto dei momenti di crisi in cui avete pensato che in questo mondo ci sono già troppe idee?

 

Stefano: Il fatto di pensare che c’è già un grosso mercato su escursionismo, trekking e guide, lo vedo come uno stimolo  a fare qualcosa in più ed a ricercare la particolarità. Mancherà sempre qualcosa in questo mondo, quindi il fatto che ci sia tanta gente che offre quasi sempre le stesse cose è uno stimolo nel dare qualcosa in più, non è una cosa che mi demoralizza. Penso ci sia spazio per tutti perché è un mercato in crescita, l’interesse per queste attività outdoor sta esplodendo.

 

Guarda l'intervista per intero

Per concludere, Laura introduce una riflessione: la comunità che si è creata intorno ad Apical include persone con obiettivi simili. Anche Stefano trova che ci sia una sensibilità particolare che accomuna tutte le persone della Community. Le persone si ritrovano dentro Apical perchè è stato comunicato un messaggio di innovazione, sostenibilità e trasformazione.

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Regolamento e procedure anti Covid19

La partecipazione a TUTTI gli eventi organizzati da Apical prevede l’accettazione, da parte del partecipante, del seguente regolamento disciplinare, in cui sono elencate le Misure di prevenzione e protezione per evitare la diffusione da coronavirus – Covid-19.

Per tale motivo il partecipante agli eventi Apical:

– assicura di rispettare le Misure di contenimento della diffusione del COVID-19 espresse

nell’articolo 1 del decreto-legge n. 33 del 16 maggio 2020, ed è a conoscenza delle sanzioni, in caso di mancato rispetto, espresse nell’art 2 del suddetto decreto;

– è a conoscenza del decreto-legge n. 6 del 23 febbraio 2020, articolo 1, lett. h) e i), che

preclude l’accesso ad ogni attività a chiunque sia Positivo al COVID-19 e a chiunque, negli

ultimi 14 giorni abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS;

– in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali, ha l’obbligo di rimanere al

proprio domicilio e di chiamare il proprio medico di famiglia e/o l’autorità sanitaria;

– se ha eseguito un tampone, per accertare positività o meno al COVID-19, di cui non ha ancora esito, ha l’obbligo di non prendere parte all’attività;

– accetta di sottoporsi, prima dell’inizio dell’attività, al controllo della temperatura eseguito dalla guida. Qualora risultasse uguale o superiore a 37.5° accetta di non prendere parte all’attività.

Il partecipante deve inoltre rispettare le ulteriori norme disciplinari stabilite da Apical:

– obbligo di indossare mascherina, qualora non fosse possibile rispettare la distanza minima di 1 metro dagli altri partecipanti e avere sempre con sé un gel igienizzante a base alcolica da utilizzare in tutte le occasioni, dove necessario.

– niente abbracci e strette di mano.

– rispetto delle distanza minima di 1 metro tra ogni partecipante.

– divieto di uso promiscuo di bottiglie e bicchieri.

– obbligo di informare immediatamente la Guida in caso di qualsiasi malessere o sintomo
 influenzale dovesse sopravvenire durante l’escursione.

Con l’accettazione del regolamento il partecipante dichiara di essere stato compiutamente informato da Apical in merito alle procedure anti Covid da rispettare ed esonera e manleva formalmente Apical da qualsiasi responsabilità di qualsiasi titolo e/o genere e/o natura e/o efficacia, derivante dalla violazione, da parte del partecipante medesimo, delle prescrizioni contenute nel “regolamento e procedure anti Covid” sopra citato.

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Nicola – CEO di Apical