21 Maggio, 2020

Il mondo dopo il coronavirus: come ci comporteremo?

Secondo numerosi studi, gli spostamenti nel mondo per turismo sono spinti sempre di più da interessi storico-culturali. È  proprio questa la filosofia seguita da Elesta Travel, Tour Operator italiano con direzione artistica.

Turismo, territorio e cultura sono i tre grandi protagonisti nel mondo del Travel collegati tra loro da un nesso strettissimo.
Quando un turista si reca in una città, oltre alla visita dei luoghi, cerca molto di più. Sempre più viaggiatori partono spinti dal desiderio di vivere un’esperienza sul luogo a tutto tondo, che li faccia immergere davvero nella cultura locale e che li arricchisca a livello personale e culturale. Ad affermarlo sono anche numerosi studi che ci mostrano come il movimento delle persone verso città e luoghi incentrati sulla cultura risulti in costante crescita. Nella maggior parte dei casi, infatti, il primo fattore a influenzare il flusso turistico proveniente dall’estero è rappresentato proprio da attrattive storico-culturali.

Abbiamo avuto la preziosa occasione di confrontarci su questo tema con Elena Sisti, Co-Founder e CEO di Elesta Travel, unico tour operator italiano con una direzione artistica che si pone come obiettivo quello di far emergere l’Italia nei suoi luoghi più straordinari e meno noti al grande pubblico, ma degni di grandissima attenzione. L’indescrivibile patrimonio artistico e culturale italiano merita infatti molta più considerazione di quella che oggi gli viene posta e avrebbe bisogno di posizionarsi nel mercato del turismo globale con una scelta forse più strategica. Vediamo insieme cosa siamo riusciti a scoprire!

Qual è la filosofia generale di Elesta Travel?
“Elesta Travel si fonda sulla volontà di far conoscere l’Italia nei suoi luoghi più straordinari e sconosciuti. Nasce dall’incontro di competenze di arte, territorio, progettazione e gestione d’impresa e vuole mettere in connessione tra loro luoghi secondo tematiche precise per creare percorsi caratterizzati da una direzione artistica. In Italia viene quasi sempre offerto tutto da un punto di vista prettamente geografico, e questo rende difficilissimo lanciare mete più sconosciute ma meritevoli di grandissima attenzione. Piuttosto che ideare itinerari per tappe geografiche emerge l’importanza di offrire al cliente un’offerta sofisticata in termini di tappe culturali, strutturando viaggi ideati sul tematismo.”

Perché ha deciso di dedicarsi a questo tipo di viaggi?
“Tutto è iniziato scrivendo un libro sulla teoria economica femminile, dopodichè ho cominciato a viaggiare per l’Italia e a vedere posti stupendi che nessuno conosce, notando anche che la maggior parte di quello che è cultura è in mano alle donne. Al che mi sono resa conto che qualcosa non tornava: c’è una domanda fortissima di cultura e gente preparatissima a rispondere a questa domanda, ma poi al cliente che ha questo tipo sofisticato di domanda spesso non arriva la risposta adeguata. Mi sono resa conto che è un mercato molto frammentato e talvolta con un’offerta anche molto banale. Così, con lo sguardo rivolto ad ogni angolo del territorio ho voluto soddisfare la curiosità e nutrire lo spirito di chi non si stanca mai e desidera scoprire sempre di più.”

Come vede il futuro del Travel?
In generale, mi piacerebbe che l’Italia si potesse posizionare con una scelta strategica di un turismo di un certo tipo. C’è tantissima concorrenza per destinazioni balneari e per le grandi città, mentre per il turismo culturale la concorrenza è poca, e bisogna puntare proprio su questo. Oltre a ciò, mi piacerebbe anche vedere un’immagine di maggiore unicità dell’Italia. Se le regioni iniziano a farsi concorrenza tra loro, il rischio è che la destinazione Italia nella sua unicità perda, e questo potrebbe fare male. Spero che si arrivi ad un momento in cui prevalgono le tematiche culturali alle regioni.

In questo periodo storico così particolare e delicato, però, non abbiamo potuto evitare l’argomento caldo del momento: gli effetti del coronavirus sull’industria del turismo.
A questo proposito Elena ci ha spiegato come vede il futuro e cosa cambierà secondo lei:

Il mondo del turismo potrebbe modificarsi nel senso che sicuramente sarà più difficile muoversi, la gente avrà maggiore paura e questo potrebbe portare allo sviluppo di un turismo più locale. Spero e credo che nel giro di un anno ci saremo già dimenticati tutto. Ciò che mi domando maggiormente è chi sopravviverà tra le organizzazioni, ora sono tutte in crisi e paradossalmente potrebbe anche essere un momento in cui tornano in gioco i piccoli protagonisti del settore perchè quelli grossi falliscono. Le conseguenze saranno imponenti tra gli operatori del settore dato che molte aziende sono e saranno in crisi di liquidità. Credo che diverse aziende falliranno e allo stesso tempo molte altre rinasceranno. La ripresa la vedo con cambiamenti graduali.”

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