21 Maggio, 2020

L'industria travel può reagire all'effetto Coronavirus. I consigli degli esperti

Una doverosa preoccupazione non deve trasformarsi in disperazione ed è necessario agire a proprio favore: cercare di vendere viaggi stracciando i prezzi, ad esempio, può non essere la soluzione

Lasciamo le opinioni, i dati e le previsioni epidemiologiche a medici, politici e giornalisti. Parliamo di mercato e cerchiamo di farlo con il massimo della lucidità possibile in un momento in cui, a quanto pare, di lucidità non se ne vede molta.
Diciamolo fuori dai denti, sul mercato Travel aleggia lo spettro di una delle crisi più nere: secondo le stime le prenotazioni hanno raggiunto il dato preoccupante del -98% mentre le disdette sfiorano il 60%.

Dati allarmanti se letti così, è vero, ma che non devono fare cadere nello sconforto. Se il settore incoming e il segmento delle prenotazioni effettuate con largo anticipo vivono un brutto momento, esiste nella tempesta più di una chiave di lettura che permette di rileggere questo periodo come il momento giusto per fare scelte giuste. Abbiamo provato ad elencare alcune considerazioni fatte con alcuni dei nostri partner e gli esperti migliori del settore travel, la parola più usata per raccontare come è visto il futuro del settore travel è una: innovazione.

1) Non è il momento giusto per vendere
Partiamo dalle basi. C’è chi ci sta provando stracciando i prezzi fino al sottocosto, chi cerca di cavalcare l’onda con pubblicità di cattivissimo gusto, chi fa finta di niente. Nessuna di queste strategie funziona nel breve periodo. Gli esperti consigliano, se possibile, di sospendere le attività e la pubblicità per non usare risorse che potrebbero essere usate meglio.

2) Questo è il momento giusto per innovarsi
Lasciate le speranze che questo sia solo un brutto sogno, c’è una penuria di entrate e come facevano i pirati bisogna utilizzare l’assenza di vento per risolvere i conti lasciati in sospeso da troppo tempo: il sito secondo gli esperti è ciò che gli operatori del settore travel trascurano di più, “una follia” letta dal punto di vista di chi si occupa di marketing. “I travel creator sono viziati spesso dalle piattaforme di distribuzione – spiega Valentina Papa, Marketing Expert di Apical -, e per qualche strana ragione questo li ha sempre fatti sentire esenti dal curare anche solo minimamente la propria presenza online, come nel caso di un sito internet o di una pagina social. A giugno probabilmente ci sarà il boom di traffico sulle piattaforme di distribuzione, ci sarà tantissima concorrenza, e solo chi è pronto potrà competere davvero”.
Rifare il sito (o integrare sistemi innovativi su quello già esistente), aggiornare i social e le privacy policy, trovare nuovi partner… insomma, ora che la corsa alla quantità ha finalmente dato un po’ di fiato al mercato, questo sembra essere il momento giusto per curare la qualità del proprio prodotto.

3) Occhio ai last minute
Non arriveranno in questi giorni molte prenotazioni per luglio, il Bel Paese non è una meta ambita di questi tempi e gli italiani sono ospiti poco graditi all’estero. Il last minute è una delle possibilità che abbiamo già citato e che potrà essere importante nell’estate 2020: il Coronavirus potrebbe rallentare con il caldo e congelare la stagione di vendita fino ad allora. Perché non prepararsi?
Importante, se non fondamentale a questo punto, è avere un sistema di flash booking adeguato: come già detto in pochissimo tempo i viaggiatori saranno bombardati di offerte e qualsiasi barriera alla prenotazione sarà un ostacolo insidioso. Form con “solo informazioni”, fogli PDF o telefonate non bastano più: oggi il viaggiatore è pronto a fare tutto online e in pochi clic. Bisogna approfittarne.

4) Formazione da qui fino alla pensione (e oltre!)
Con qualche decina di euro potete comprarvi un corso completo di advertising, con qualche centinaia di euro potete fare una consulenza con un esperto marketing, con qualche ora potete rilassarvi e leggere un libro di settore.
Non è retorica: chi investe su se stesso (o sulle skill dei propri collaboratori) ha maggiori possibilità di trovare la chiave per uscire dalla crisi senza aspettare il mercato riparta o che il governo stanzi un sussidio- condizioni ovviamente auspicabili ma che ci mettono in una condizione di fragilissima passività.
I partner migliori di Apical, ad esempio, sono quelli che frequentano corsi di aggiornamento continui e ci scrivono anche solo una mail per chiederci consigli: studiare è tempo investito bene e questa crisi di tempo, volenti o nolenti, questo periodo ne offre parecchio.

5) I millennials sono il target
Viaggiano il 40% in più dei loro genitori, sono meno spaventati dal virus e sono, anche solo per questioni anagrafiche, il futuro dell’industria travel.
Usare questo tempo per conoscerli, capire le loro tendenze e i loro gusti è un ottimo investimento. Gli esperti consigliano di guardare (senza copiare) i prodotti che funzionano meglio dedicati ai millennials: linguaggio, canali di acquisizione e brand identity sono molto diversi dal mercato degli “adulti”.  
Piccolo consiglio: su questo target puntare sulla sostenibilità ambientale è un dovere!

Conclusioni

Il settore travel ha già attraversato crisi locali (spesso dovute a tensioni o calamità naturali) o internazionali (come l’11 settembre 2001 o la Sars). Ne è sempre uscito, nonostante tutto. In uno degli ultimi articoli del nostro journal abbiamo dato un consiglio: fate network. Non esiste successo nella storia della specie umana che sia stato raggiunto da un singolo individuo senza l’auto di suoi simili.
Anche nel turismo l’altro non può essere visto solo come competitor. Sono sempre più numerosi infatti i casi di successo dati dalla costruzione di una community in grado di aiutarsi. Lo scambio di conoscenze, la promozione di iniziative locali, la costruzione di prodotti condivisi, la capacità di comunicare nella stessa direzione sono solo alcuni esempi di come la concorrenza possa alimentare circuiti virtuosi win win.
L’unione fa la forza ed è per questo che in questi giorni abbiamo deciso di supportare i nostri partner con un servizio che non è a listino ma che abbiamo deciso di offrire: l’ascolto. C’è del lavoro da fare, c’è un nuovo orizzonte su cui investire, ci sono opportunità per crescere o costruire nuove relazioni.
Non abbiamo una ricetta, non sappiamo chi ne uscirà rinforzato e chi purtroppo uscirà dai giochi, non abbiamo un’idea chiara del domani. Ma sogniamo un mondo in cui una rete di piccoli e medi creatori di viaggi ed esperienze possano aiutarsi l’un l’altro e noi siamo nati per supportarli. Comunque vada sarà una rivoluzione e noi siamo qui per provare ad affrontarla con voi, raccontandovi ogni settimana della nostra visione, dei nostri modelli, della vostra crescita.

Ci proviamo, insieme. E solo insieme possiamo farcela.
Andrà tutto bene.

Sei un tour operator, un organizzatore singolo o un gruppo? Apical è la piattaforma digitale per creare e vendere le tue esperienze e i tuoi viaggi