21 Maggio, 2020

Il mondo dopo il coronavirus: come ci comporteremo?

Inutile illudersi che quando il Covid-19 sarà sconfitto, si tornerà alla vita normale. Dalla scuola e l’ufficio ai viaggi, le cose non saranno più le stesse e dovremo abituarci ad un nuovo stile di vita.

L’umanità sta oggi affrontando una crisi globale. Probabilmente la più grande e devastante della nostra generazione. Momenti di sconvolgimento come quello che stiamo attraversando si accompagnano quasi sempre a cambiamenti profondi e radicali. Dal punto di vista sociale ed economico, gli effetti stanno già segnando la nostra quotidianità in maniera molto evidente. Nelle ultime settimane la nostra vita è stata sconvolta per davvero, e anche se è inutile darsi una scadenza temporale per il ritorno alla normalità, quello che molti si chiedono è se – quando sarà –  torneremo ad avere la stessa vita di prima. Probabilmente, quando l’Italia ed il mondo riapriranno, ci metteranno un bel po’ per tornare come erano prima. E non è neanche detto che ci riescano del tutto.

Un’occasione per ricostruire un futuro migliore con nuove abitudini

Cosa ci porteremo dietro di tutto ciò? Cosa succederà una volta superata la crisi? Alcuni, i più positivi, ritengono che questa pandemia sia un’occasione unica per ricostruire la società nei suoi punti più deboli e per costruire un futuro migliore. Senza dubbio il comportamento delle persone, ora sottoposto a restrizioni e regole necessarie per il contenimento dell’emergenza, verrà profondamente segnato e influenzato da ciò anche in futuro.

Forse “a causa” della pandemia, recupereremo dal basso i virtuosi concetti di solidarietà e il ‘prenderci cura degli altri’ , o forse impareremo a vivere più lentamente, ad assaporare meglio il tempo e a non viverlo più premendo quell’acceleratore dettato dal metronomo del sistema in cui viviamo.

Più attenzione all’igiene personale, meno business travel e il decollo dello smartworking


Pensiamo anche alle regole di igiene che – cosa che in realtà andrebbe fatta sempre – stiamo rispettando in questo momento con il massimo rigore, o pensiamo alle distanze di sicurezza che ci vengono imposte nell’interazione con le altre persone… tutto questo a cui ci stiamo abituando sparirà completamente? Una risposta certa non c’è, ma con molta probabilità qualcosa resterà e da questi piccoli accorgimenti che ormai stanno diventando abitudini non riusciremo a staccarci del tutto.

Una seconda conseguenza duratura della crisi potrebbe poi comportare una riduzione dei cosiddetti “business travel”, i viaggi intrapresi per motivi di lavoro. I guru della tecnologia sostengono già da molto tempo che le numerose applicazioni per videoconferenze online e chat potrebbero eliminare la necessità della maggior parte dei viaggi d’affari e consentire così a molte persone di poter lavorare di più da casa. Ciononostante, fino a prima della crisi, i viaggi per lavoro e il numero delle persone che si muove per affari sarebbe rimasto costante o anche in crescita. Magari adesso che abbiamo visto tutti come lo smartworking – quando è possibile applicarlo – sia fattibile ed efficace, e che abbiamo appurato di avere a disposizione tutti gli strumenti tecnologici necessari, qualcosa ci rimarrà.

Viaggiare: mete poco affollate, viaggi in macchina e strutture ricettive da ridefinire nel rispetto delle nuove misure di sicurezza


Covid19 potrebbe anche cambiare il nostro modo di pensare ad un mondo globalizzato. In particolare soprattutto i cittadini europei sono abituati a viaggiare sempre dove desiderano e senza dover richiedere un permesso specifico ogni volta. Un continente a frontiere aperte è per noi qualcosa di completamente normale. Tuttavia, la pandemia e la necessità di contenerla hanno portato molti paesi ad attuare rigide restrizioni di viaggio. Le persone poi, se da un lato non vedono l’ora di poter ricominciare a viaggiare e a spostarsi, dall’altro magari, soprattutto inizialmente, avranno maggiore timore nel farlo e potrebbero decidere di  viaggiare di più verso luoghi vicini al loro paese o all’interno dello stesso.

Oppure potrebbero volgere la propria attenzione verso destinazioni più di nicchia, meno “gettonate” e grazie a cui possa emergere anche una maggiore valorizzazione del territorio, a discapito di location e del turismo di massa. Allo stesso modo, è altamente probabile che i viaggiatori privilegeranno strutture ricettive più piccole e meno affollate, come case singole o piccoli alberghi, a strutture più grandi ed affollate. Ecco che allora anche per la maggior parte dei travel operator emergerà la necessità di modificare le proprie strutture: ad esempio gli spazi comuni come sale da pranzo e hall dovranno essere predisposti in modo che le distanze di sicurezza siano sempre rispettate. Nella medesima direzione potrebbero volgersi anche le scelte relative al mezzo di trasporto da preferire. Non è infatti da escludere che viaggi in macchina o in treno vinceranno sugli spostamenti in aereo. E nei casi in cui la scelta cadrà comunque su un viaggio in aereo, sarà necessario per le compagnie rivedere gli spazi in modo da garantire sempre uno spazio minimo di sicurezza tra i vari passeggeri. Probabilmente in aereo saranno vuoti i sedili in mezzo, coperte e cuscini offerti dalle compagnie spariranno e queste ultime incoraggeranno i propri clienti a portarsi il cibo da casa.

Sembra dunque che dobbiamo entrare nell’ottica di un nuovo stile di vita e di nuovi modi di consumo che coinvolgeranno diversi settori. Probabilmente ci dovremo abituare nei prossimi anni a diffidare di metro e bar troppo affollati, o di discoteche e hotel non standardizzati. Magari le palestre potrebbero a puntare più su corsi online, specialmente in una fase iniziale di ripresa, e l’e-commerce – unico medium attualmente disponibile per acquistare la maggior parte delle nostre necessità – potrebbe vivere uno sviluppo radicale. Cinema e sale da thè potrebbero installare a tempo indeterminato poltrone maggiormente distanziate per mantenere il rispetto delle misure di sicurezza in atto ora.

Significherà quindi abitare un mondo più freddo e sospettoso? È un po’ presto per dirlo. Tuttavia, la sfida del futuro potrebbe essere definire regole e sistemi di controllo che sappiano bilanciare la protezione delle vite umane e rispetto per la loro dignità. Questa è una sfida a cui dovremo partecipare tutti, mentre proviamo anche ad abituarci all’idea di un mondo nuovo, e partendo dal modificare piccoli e semplici comportamenti quotidiani.

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